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Azzone
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mwigAzzone [atˈt͡soːne] (mwja [ˈsu] in mwjgdialetto bergamascocite-ref-5[5]cite-ref-6[6]) è un mwlwcomune italiano di mwma352 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwnqprovincia di Bergamo in mwngLombardia. Posto sulla sinistra orografica del torrente mwnwDezzo, in mwoaValle di Scalve, si trova a circa mwoq47 chilometri a nord-est del mwogcapoluogo orobico. Il comune fa parte della mwowComunità montana di Scalve.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il territorio si compone, oltre che del capoluogo, anche delle frazioni di Dezzo (nella sua porzione posta sulla sinistra orografica del fiume omonimo) e Dosso.

Delimitato a nord-est dal mwrqpizzo Camino e dalle alture denominate le "Pale" (i cui profili compaiono sullo stemma comunale) che lo dividono dalla mwrgVal Camonica, comprende la Riserva Naturale Regionale Boschi del Giovetto, luogo di alto interesse naturalistico, anche per la presenza di formiche autoctone appartenenti alla specie della mwrwmwsaformica rufa.

Il verde lussureggiante invita i numerosi turisti ad escursioni adatte ad ogni tipo di esigenza: da quella più semplice, adatta a bambini e famiglie, a quelle più impegnative, per gli amanti del mwsgtrekking e dello sky-race.

Origini del nome

Il toponimo deriva dal vocabolo mwtqSome, che sta ad indicare un antico luogo abitato. Tuttora è presente una località, sempre nel territorio comunale, che ha mantenuto la denominazione "Some". Successive modifiche hanno portato la trasformazione prima in Zono (documenti riferiscono difatti di "Zono Antico"), fino all'attuale Azzone.

Storia

L'antichità

Indizi fanno supporre che questa contrada sia uno degli insediamenti stabili più antichi della Valle di Scalve (E. Pedrini). Non si conoscono però dati certi circa l'epoca della sua fondazione: si può comunque ipotizzare che la contrada fosse abitata in epoca pre-romana. Già allora erano sfruttate, in maniera rudimentale, le grandi risorse minerarie della zona.

Il Medioevo

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del mwvwSacro Romano Impero guidato da mwwaCarlo Magno, che donò l'intera zona ai monaci di mwwqTours. Questi successivamente la permutarono in favore del vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dellmwww'mwxaUniversitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un'autonomia al limite dell'indipendenza. Questa garantiva l'esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Con il passaggio alla mwxgRepubblica di Venezia, avvenuto nel mwxwXV secolo, Azzone mantenne i privilegi conquistati precedentemente, andando a costituire con le altre contrade scalvine la "Comunità grande di Scalve".

L'età moderna

Soltanto verso la fine del mwygXVII secolo si dotò di un proprio statuto, venendo riconosciuto come contrada e, con il termine della dominazione veneta e l'avvento della mwywRepubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale, inglobando nei propri confini anche la contrada di Dezzo (nella sua porzione posta sulla sponda orografica sinistra).

Lo status di comune durò poco più di un decennio, dopodiché venne nuovamente accorpato al comune di mwzqVilminore, unitamente al vicino borgo di mwzgColere.

L'età contemporanea

La fine della dominazione francese ebbe ripercussioni anche sulle piccole comunità scalvine che riacquistarono la propria autonomia, ritornando ai confini precedentemente stabiliti.

Il tutto durò fino al mwag1927, anno in cui il mwawregime fascista fece una grande opera di accorpamento tra parecchi comuni del mwbaregno d'Italia. Fu il caso anche di Azzone, che si trovò nuovamente unito a Colere, con la denominazione di "Dezzo di Scalve". Soltanto nell'immediato dopoguerra, precisamente nel mwbq1947, i comuni si separarono definitivamente, con Dezzo nuovamente relegato a ruolo di frazione di Azzone.

Simboli

I simboli del comune sono lo stemma e il gonfalone approvati con delibera del consiglio comunale del 12 dicembre 2000cite-ref-scb-7-0[7] e concessi con D.P.R. 13 febbraio mwda2001.cite-ref-8[8]

Stemma

«D'azzurro, alla montagna di verde, fondata in punta e uscente dai fianchi, caricata dalla torre civica di Azzone, di argento, murata e finestrata di nero, essa montagna cimata dalla catena montuosa uscente dai fianchi, effigiante il Pizzo Camino e le Pale, di argento, il tutto accompagnato in capo da tre stelle di cinque raggi d'oro, ordinate

in fascia

. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto in lettere maiuscole, di nero: TUTUS IN SILVIS. Ornamenti esteriori da Comune.»

(D.P.R. 13 febbraio 2001)

L'emblema raffigura la torre civica, monumento medievale e simbolo più importante del paese, e le montagne che lo circondano. Le tre stelle d'oro rappresentano le frazioni di Azzone, Dezzo e Dosso.cite-ref-scb-7-1[7]

Gonfalone

Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwiaChiesa dei Santi Filippo e Giacomo. La mwiqchiesa parrocchiale fu riedificata nel periodo 1724-1733 e ampliata nel 1860. Conserva opere di mwigAntonio Cifrondi
• Chiesa di Santa Maria Maddalena. Situata nella frazione Dezzo, la chiesa conserva dipinti del Cifrondi, tra cui la mwjaMadonna Addolorata.

Architetture civili

• Torre civica, di origine medievale (mwkaXIV secolo), utilizzata anche nello stemma del comune stesso.

Aree protette

• mwlaRiserva naturale Boschi del Giovetto di Paline, istituita nel 1985 per la salvaguardia della mwlqFormica rufa.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-9[9]

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwpwmwqamwqqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwqgdemo.istat.it, mwqwISTAT.
cite-note-21. mwrwmwsamwsqComune di Azzone - Statuto (mwsgmwswPDF), su mwtacomuniecitta.it.
cite-note-divamm-sismica-32. mwuamwuqmwugClassificazione sismica (mwuwmwvaXLS), su mwvqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwwqmwwgmwwwTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwxamwxqPDF), in mwxgciterefmwxwLeggemwya mwyq26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwygAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwyw 151. mwzaURL consultato il 25 aprile 2012 mwzq(archiviato dall'mwzgurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di mw0gCarmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), mw0wmw1aDizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, mw1qISBNmw1g 88-87353-12-3.
cite-note-66. mw2wAA. VV., mw3amw3qDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p.mw3g 51, mw3wISBNmw4a 88-11-30500-4.
cite-note-scb-77. mw5wmw6amw6qAzzone, su mw6gStemmi dei comuni bergamaschi.
cite-note-88. mw7gmw7wmw8aAzzone, su mw8qArchivio Centrale dello Stato.
cite-note-99. Dati tratti da: mw9qmw9gmw9wmw-amw-qPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mw-gmw-wPDF), su mw-aebiblio.istat.it, mw-qISTAT. mw-gmw-wmwaqamwaqePopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaqiesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Azzone

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.azzone.bg.it.
• citerefsapere-itAzzóne, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliAzzone, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.